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Quanto costa trasformare la vasca in doccia

Quanto costa trasformare la vasca in doccia?
E con le detrazioni è più conveniente?

Uno degli interventi di ristrutturazione del bagno più richiesti è la sostituzione della vasca con la doccia.

Cambiare la vecchia vasca con una nuova doccia può essere un intervento che richiede poco tempo e che non lascia sporco residuale. La maggior parte delle persone preferisce fare la doccia perché oltre ad essere più economica, più ecologica e più rapida, può essere anche molto rilassante grazie alle tecnologiche colonne idromassaggio.

Come indicato nella Guida dell’Agenzia delle Entrate, la sostituzione della vecchia vasca da bagno con un nuovo box doccia è un intervento che deve essere fatto insieme ad interventi di maggiore entità per poter accedere alle agevolazioni fiscali.

Ma vediamo in dettaglio come funziona.

BONUS E DETRAZIONE FISCALE

Il Bonus per trasformare la vasca in doccia rientra nel Bonus Casa 2021 che è stato prorogato fino al 31 dicembre 2021. Se si procede ad un rinnovo completo del bagno, quindi si eseguono lavori di ristrutturazione straordinaria che prevedono : opere murarie, rifacimento impianti e tubature, sostituzione dei rivestimenti e dei sanitari, conversione di un locale in bagno, in questo caso anche la sostituzione della vasca in doccia verrà inquadrata come intervento di ristrutturazione straordinaria e quindi si potrà richiedere di beneficiare della detrazione fiscale del 50 % . Se per esempio per l’intera ristrutturazione edilizia si spendono € 96.000, si può detrarre fino ad un massimo di € 48.000 (50 % di 96.000) che l’Agenzia delle Entrate restituirà in 10 anni con rate di uguale importo. La sola trasformazione della vasca in doccia invece, è un intervento di ristrutturazione ordinaria, come la semplice sostituzione dei sanitari, che non permette di usufruire dell’agevolazione fiscale per ristrutturazione. Se si sostituisce la vasca con la doccia per eliminare le barriere architettoniche presenti in casa dove vivono persone anziane o con ridotte capacità motorie, si potrà beneficiare della detrazione IRPEF solo per le ristrutturazioni.

QUANTO COSTA SOSTITUIRE LA VASCA?

Quando si eseguono lavori di ristrutturazione di una certa importanza, è fondamentale capire quali siano i costi e a cosa sono dovuti, per questo è necessario rivolgersi ad un professionista che ci consiglierà la soluzione migliore e presenterà un preventivo dettagliato.

Le fasi per la trasformazione della vasca in doccia sono diverse.

  1. Sopralluogo
  2. Rimozione della vecchia vasca
  3. Preparazione della superficie che ospiterà la nuova doccia e controllo scarichi.
  4. Installazione del nuovo piatto doccia
  5. Rivestimento parete
  6. Installazione box doccia, rubinetteria ed accessori
  7. Pulizia bagno

Un tecnico esperto riuscirà a svolgere tutte le fasi anche in un solo giorno. Il costo medio per la sostituzione della vasca in doccia, ovviamente, dipende anche dalla qualità dei materiali e dal tipo di doccia che si sceglie. In linea di massima si parte da un minimo di € 1.000.

Per poter fruire delle agevolazioni fiscali del 50 %, in caso di ristrutturazione edilizia, è necessario seguire un iter ben specifico, come ad esempio la modalità di pagamento.

L’unico mezzo di pagamento possibile per aver diritto alla detrazione del 50 %, è il bonifico parlante.

Si tratta di un bonifico bancario o postale con una causale ben specifica che riporta i riferimenti di Legge necessari, che deve essere effettuato da chi sostiene le spese della ristrutturazione.

Quanto costa trasformare la vasca in doccia con Bagni artigiani

Il bonifico, per essere riconducibile alla ristrutturazione, deve contenere questi dati:

  • causale: “bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986”;
  • dati soggetto pagante: nome, cognome, codice fiscale;
  • dati soggetto ricevente: ragione sociale, partita Iva, numero fattura per la prestazione eseguita. Non c’è bisogno di compilare nessun modulo né di rivolgersi agli uffici pubblici. Tutto ciò che occorre fare è scrivere nella dichiarazione dei redditi le spese di ristrutturazione, con l’indicazione delle opere svolte e i relativi costi. Il limite massimo è di 96.000 euro per ogni unità immobiliare.

Inoltre, il decreto prevede per questo genere di interventi di manutenzione straordinaria delle abitazioni, l’applicazione di un aliquota IVA ridotta del 10 % anziché del 22 %.

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